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Diabete cosa mangiare per abbassarlo

Moringa abbassare diabete

Diabete cosa mangiare per abbassarlo

Il diabete dell’adulto, conosciuto anche come diabete mellito di tipo 2 o diabete mellito non insulino-dipendente, è una malattia molto diffusa nella società moderna, frutto di uno stile di vita errato sia per quanto riguarda l’eccessiva sedentarietà, sia per le diete sbagliate che portano sempre più persone a mangiare alimenti ricchi di zuccheri che l’organismo non riesce a smaltire.

Da alcuni anni, ormai, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme ponendo l’accento sul numero crescente di soggetti potenzialmente predisposti ad ammalarsi di diabete e cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica ad introdurre abitudini di vita più sane ed equilibrate, puntando soprattutto sulle nuove generazioni.

Cos’è il diabete

Da un punto di vista medico, il diabete è una patologia cronica che causa un accumulo eccessivo di zucchero nel sangue. Questo avviene perché alcune ghiandole presenti nel pancreas producono un’errata quantità di un ormone, l’insulina, deputato proprio al metabolismo del glucosio presente nell’organismo. Gli zuccheri che vengono assunti attraverso l’alimentazione, che siano complessi (amidi) o semplici, sono usati dalle cellule come fonte energetica per le normali attività, ma per farlo hanno bisogno appunto dell’insulina che ha la funzione di regolare i livelli di glucosio nel sangue e di ridurre la glicemia mediante l’attivazione di diversi processi metabolici.

Se si verifica un errore nella produzione di questo ormone o le cellule non sono in grado di riconoscerlo, la concentrazione di glucosio nel sangue aumenta pericolosamente.

Quali sono le diverse forme di Diabete

Ci sono varie forme di diabete: quello di tipo 1, detto anche giovanile, che si manifesta già nei bambini e dipende da una mancanza di produzione di insulina a causa della distruzione delle cellule deputate alla sua produzione da parte del sistema immunitario. Naturalmente ne consegue che il soggetto deve assumere insulina dall’esterno ed i soggetti che ne sono affetti presentano sintomi particolari, come un rapido dimagrimento, tendenza ad urinare con molto frequenza e costanti stimoli a bere e a mangiare.

Il diabete di tipo 2, detto mellito, è quello più diffuso fra la popolazione mondiale e si manifesta in età adulta (generalmente dopo i 40 anni) in soggetti predisposti che mostrano un evidente sovrappeso. In questo caso viene prodotta insulina ma le cellule non sono in grado di usarla e lo zucchero si accumula nel sangue. Purtroppo questa forma di diabete spesso non si accompagna a sintomi evidenti e, quindi, viene individuata in modo tardivo.

Gli effetti di un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue sono devastanti sull’intero organismo, a cominciare dalla vista fino ad arrivare addirittura ad un’elevata difficoltà di guarigione delle ferite.

Esiste poi un terzo tipo di diabete, quello gestazionale, che colpisce le donne in gravidanza ma che in genere è transitorio e tende a scomparire dopo il parto. Attualmente vengono organizzate sempre più campagne di sensibilizzazione per stimolare la popolazione a controllare periodicamente il proprio livello glicemico. È importante sapere che la concentrazione a digiuno non deve mai superare i 100 mg/dl né scendere al di sotto dei 60 mg/dl. Valori compresi tra 140 e 200 mg/dl indicano, da un punto di vista clinico, la possibilità di sviluppare il diabete in futuro.

Abbassare il diabete con la dieta

Come la maggior parte delle patologie, il diabete si può prevenire e combattere anche grazie ad una corretta alimentazione nonché all’assunzione di cibi specifici che hanno la funzione di abbassare il livello di glucosio nel sangue. Esistono chiaramente alimenti il cui consumo dovrebbe essere molto limitato, come dolci, pasta, caramelle, patate, piatti elaborati, succhi di frutta, bevande gassate molto zuccherate e qualsiasi alimento contenente un eccessivo quantitativo di grassi.

Alcuni cibi, invece, non dovrebbero mai mancare nella dieta e sono quelli con un basso IG (indice glicemico). Bisogna, ad esempio, utilizzare l’olio extravergine d’oliva come condimento, privilegiare le spezie per insaporire i piatti riducendo i grassi, non farsi mai mancare i legumi che danno un senso di sazietà e rallentano l’assorbimento dello zucchero, prediligere farine e cereali integrali e, naturalmente, mangiare verdura. Bisogna invece fare attenzione a non eccedere con la frutta, sebbene essa non debba mai mancare.

Quali integratori alimentari sono utili contro il Diabete?

Nel diabete mellito di tipo 2 possono essere un valido aiuto anche gli integratori naturali a base di piante, erbe o spezie. È il caso, ad esempio, della cannella, che è in grado di regolare la concentrazione di colesterolo e glucosio. Oppure della curcuma, dell’avocado o della Moringa Oleifera, un superfood usato da molto tempo nelle zone tropicali e subtropicali ma che si sta diffondendo anche in Occidente per le sue eccezionali proprietà terapeutiche.

La Moringa Oleifera e il suo ruolo contro il diabete

Fin da tempi lontani molte popolazioni hanno utilizzato la Moringa per combattere gran parte delle malattie che colpivano l’apparato cardiovascolare, quello respiratorio, il fegato, la pelle e lo stomaco e per prevenirne molte altre. L’utilizzo delle foglie, delle radici, dei frutti e dei baccelli anche nella preparazione di vari piatti locali, ha sempre coadiuvato tali popolazioni nel combattere diversi disturbi. Oggi si stanno approfondendo sempre di più i diversi utilizzi degli estratti di Moringa anche in campo medico.

Abbiamo già trattato alcuni studi che mostrano la correlazione tra la morte delle cellule tumorali e l’assunzione regolare di Moringa, senza considerare che tra i suoi benefici si includono anche particolari effetti antinfiammatori, infiammazioni che portano, poi, a patologie ancora più gravi come, ad esempio, il diabete. Vari studi, infatti, hanno dimostrato come essa abbia una funzione attiva nella regolazione del colesterolo e del glucosio, favorendo la protezione cellulare nei soggetti diabetici. In particolare, la Moringa contiene l’acido clorogenico, una sostanza che viene usata dall’organismo per controllare proprio i livelli di zucchero nel sangue, con effetti positivi anche sulla funzionalità epatica e renale, spesso compromessa dal diabete.

Studi sulla correlazione tra Moringa e livelli di glucosio nel sangue

Sono molti gli studi condotti in diverse Università e centri di ricerca internazionali che hanno come oggetto lo studio della funzione della Moringa Oleifera sulla regolazione del glucosio ematico e, quindi, sulla riduzione degli effetti devastanti che il diabete comporta a vari livelli dell’organismo. Alcuni di essi sono stati condotti su animali, altri su gruppi di volontari che hanno assunto foglie di Moringa in associazione con altri farmaci tradizionali per la cura di questa malattia. Vediamo, di seguito, alcuni dei risultati ottenuti che aprono le porte ad ulteriori approfondimenti soprattutto per ciò che riguarda gli effetti che la Moringa ha su una serie di patologie concomitanti.

Studio 1: Scoprire l’azione del tè di Moringa con la metformina

La prima ricerca presa in considerazione riguarda uno studio condotto da Titilayo O Fakeye, dell’Università di Ibadan in Nigeria, in accordo con altre simili, e dimostra come la Moringa abbia effetti positivi nel combattere il diabete mellito di tipo 2. I pazienti sono stati selezionati presso il reparto di endocrinologia del complesso di Obafemi Awolowo University Teaching Hospitals, escludendo tuttavia i soggetti che presentavano altre patologie concomitanti, come malattie cardiovascolari o insufficienza epatica. In particolare questa analisi è stata condotta sui pazienti ritenuti idonei, ai quali è stato somministrato due volte al giorno per sette un infuso di foglie essiccate di Moringa.

La funzione di questa pianta sulla regolazione dei livelli di glucosio nel sangue è già nota, tanto da essere assunta dai malati come regolare integratore naturale. Ciò che ha voluto però approfondire il presente studio è l’azione concomitante del tè di Moringa con la metformina, farmaco usato nella cura del diabete mellito di tipo 2 (T2DM. La ricerca è stata effettuata prendendo come riferimento i valori di alcuni esami sia prima che dopo il trattamento con la sola metformina, in soggetti di età compresa tra i 49 ed i 77 anni. Alla fine del ciclo di 7 giorni sono stati raccolti campioni di sangue ed è stata misurata la concentrazione di zucchero in esso, sia a digiuno basale che dopo 2 ore dal pranzo. Lo studio è proseguito inserendo 400 g di foglie essiccate di Moringa, per una durata di 14 giorni di trattamento (2 foglie al giorno), insieme alle normali quantità di metformina. Il quindicesimo giorno, dopo una notte di completo digiuno sono state ripetute le analisi, verificando una riduzione, seppur leggera, del glucosio ematico a testimonianza dell’effetto coadiuvante della Moringa.

Studio 2: Valutare l’effetto della Moringa Oleifera sulla regolazione del glucosio nel sangue di pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2

Un ulteriore studio è stato condotto recentemente presso il Centro di Medicina Tradizionale Thailandese Applicata della Facoltà di Medicina dell’ospedale Siriraj presso l’Università di Mahidol a Salaya. L’obiettivo è stato quello di valutare l’effetto della Moringa Oleifera sulla regolazione del glucosio nel sangue di pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 e, soprattutto, di determinare la sua sicurezza. Sono stati individuati 32 pazienti di età media intorno ai 55 anni con valori HbA1C pari al 7%. L’ HbA1C, emoglobina glicata, è un parametro di laboratorio per individuare le concentrazioni medie di glucosio nel sangue e controllare, così, la presenza del diabete o la propensione del soggetto ad ammalarsi. Come ampiamente evidenziato, il diabete mellito rappresenta un grave problema di salute pubblica e questo tipo di trattamento può risultare inoltre molto costoso.

Per questo motivo gli integratori a base di erbe vengono utilizzati da tempo per raggiungere lo scopo, in modo alternativo o complementare alle normali cure.
In particolare la Moringa Oleifera è una pianta molto nota in Tailandia e rappresenta una componente diffusa ed essenziale della cucina, soprattutto per i suoi semi. In gran parte dell’Asia occidentale varie parti dell’albero sono utilizzate e conosciute per le notevoli proprietà farmacologiche in ambito cardiovascolare, per gli effetti lassativi e per il suo utilizzo come antibiotico e regolatore dell’ormone tiroideo. A questo proposito, studi condotti su ratti da laboratorio hanno mostrato che le foglie di Moringa Oleifera hanno l’effetto di ridurre la concentrazione di glucosio nelle urine e nel plasma. Una precedente ricerca di questa Università su dieci soggetti sani, ha anche dimostrato che la somministrazione di un estratto di foglie di Moringa, riusciva ad aumentare la secrezione di insulina senza però avere effetti negativi sulle funzionalità renali ed epatiche.

Conclusioni: integrare la Moringa ad un’alimentazione terapeutica abbassa il Diabete

Come precedentemente esposto, il diabete è una malattia cronica nella quale il metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi è regolato in modo errato dall’insulina, causando l’iperglicemia che è spesso associata ad altre patologie gravi come la retinopatia diabetica, la perdita della vista e malattie macro vascolari e cardiovascolari difficili da gestire.

Ecco perché trattare adeguatamente il diabete vuol dire anche ridurre il rischio delle complicazioni associate. Spesso però l’uso dei farmaci classici porta ad effetti collaterali indesiderati come nausea, diarrea, vertigini e infarto del miocardio. Per questo motivo la ricerca scientifica si sta indirizzando verso l’uso di sostanze fitoterapiche e la Moringa è fra queste per le sue tante proprietà terapeutiche già ampiamente valutate.
L’elevato contenuto di vitamine, proteine, beta carotene, quercetina e zeatina con alte potenzialità nutrizionali e terapeutiche presenti nelle foglie, nella corteccia, nei fiori, nelle radici e nei baccelli di Moringa ne fanno un potente antipiretico, antinfiammatorio, antidiabetico ed antispasmodico, particolarmente indicato come coadiuvante delle terapie tradizionali.

Molti degli studi condotti sugli animali e sui pazienti affetti da diabete mellito non insulino-dipendente hanno evidenziato che gli effetti di riduzione del glucosio sono stati più significativi con l’utilizzo delle foglie e del seme piuttosto che con altre parti della pianta. L’effetto positivo della Moringa si esplica anche attraverso una più lenta assimilazione del glucosio da parte dell’intestino, riducendo in modo significativo gli effetti collaterali dei farmaci. Questi studi aprono quindi la strada ad ulteriori approfondimenti ma evidenziano anche in questo caso l’importante ruolo della Moringa nella cura del nostro corpo.

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