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Studi sulle relazioni tra Moringa e Cancro

REDMORINGA 2.0 - Proprietà mediche per la cura del cancro

Moringa Oleifera e Cancro – Promettente studio dell’Università dell’Alabama

Moringa e lotta contro i tumori – perché aiuta a prevenire il cancro

Le proprietà della pianta moringa in campo medico e farmacologico sono già piuttosto note; infatti da essa vengono estratti dei principi attivi per la cura di varie patologie come il diabete, alcune malattie della pelle, l’ipertensione e per vari problemi respiratori. La ragione per cui si sono accesi i riflettori su questa pianta speciale, ponendola al centro dell’interesse della comunità scientifica però, è la scoperta della presenza in essa di sostanze antitumorali particolarmente attive nella prevenzione e nella cura di questa malattia.

Essa si può, a ragione, definire una pianta ‘prodigiosa’ in quanto contiene una incredibile concentrazione di sostanze benefiche per la salute ed il cui uso continuo può rappresentare un formidabile toccasana per il mantenimento in condizioni ottimali di molte delle funzionalità del nostro organismo. La moringa, infatti, rappresenta un integratore naturale che può arricchire faclmente ogni regime alimentare grazie alla presenza di ben 9 aminoacidi essenziali, 27 vitamine, quasi 50 antiossidanti diversi e moltissimi sali minerali. Ciò che rende la moringa ancora più importante e scientificamente rilevante, però, è il fatto che alcuni studi si stanno concentrando sulle sue proprietà anticancerogene in virtù della presenza di alte concentrazioni di isotiocianati e di metaboliti di glucosinolati.

Ciò renderebbe questa pianta fondamentale non solo per la prevenzione ma soprattutto per la cura del cancro in associazione ad altri trattamenti.

Capacità di assorbimento dei radicali liberi della Moringa

Vediamo in dettaglio i motivi per i quali la moringa viene considerata una sorta di ‘supercibo’; basta infatti solo la lettura di alcuni valori per comprendere come, un’assunzione costante di moringa attraverso la dieta, possa prevenire gran parte delle nostre malattie.
Innanzitutto essa contiene le seguenti vitamine: A, gruppo B, C, D, E, K in concentrazioni estremamente elevate se rapportate a quelle di altri alimenti (ad esempio 7 volte la vitamina C rispetto alle arance). In base al test ORAC (Oxygen Radicals Absorbance Capacity), che misura la capacità “di assorbimento dei radicali liberi prodotti dall’ossigeno per ogni singolo alimento”, la moringa presenta ben 157.600 punti per 100 grammi di prodotto, dato che la rende fra gli alimenti più antiossidanti fino ad ora conosciuti, soprattutto se confrontato con alcuni cibi di uso comune quali, ad esempio, l’avocado (570 unità), i cavoli (1400 unità), i pomodori (140 unità) o i kiwi (460 unità). A tal proposito, infatti, è bene sapere che per un’alimentazione sana sarebbe necessario assumere circa 5000 unità ORAC giornaliere e grazie alla presenza di tutti questi preziosi elementi, e la moringa si rivela quindi molto importante in caso di un’alimentazione povera di sostanze fondamentali per l’organismo.

La presenza di isocianato di benzile la rende infatti molto adatta come coadiuvante nei trattamenti chemioterapici poiché aumenta la resistenza delle cellule sane che sono sottoposte a trattamenti così invasivi; inoltre l’elevata concentrazione di svariate sostanze come minerali (tra cui potassio e magnesio), proteine, calcio, ferro e vitamine, di cui abbiamo già parlato precedentemente, contribuiscono a rendere l’organismo più forte nell’affrontare diverse sfide, compresa la lotta contro il tumore con tutte le sue conseguenze e gli effetti collaterali che possono proporsi durante la terapia.

Moringa – Uno Studio condotto dall’Università dell’Alabama dimostra che la Moringa contiene agenti anti cancro

Di particolare interesse relativamente alle proprietà antitumorali della Moringa è lo studio condotto e pubblicato da Shama Ahmad dell’Università dell’Alabama a Birmingham e divulgato dal sito Plos One che si occupa, appunto, della diffusione online di ricerche scientifiche. Qui trovate la pubblicazione integrale in lingua inglese.
Per verificare la possibile interazione della moringa sulla proliferazione delle cellule tumorali, sono stati prese in considerazione alcune parti della pianta, ovvero foglie, semi e corteccia provenienti da esemplari provenienti, in questo caso, dall’Arabia Saudita dove la moringa viene normalmente coltivata. Nello specifico lo studio è stato condotto sui tumori della mammella e del colon retto nella popolazione residente in Arabia Saudita che, negli ultimi anni, ha visto proliferare in modo esponenziale l’incidenza di questa malattia, soprattutto nelle giovani donne (cancro al seno). Il tumore al colon retto, invece, rappresenta, secondo recenti statistiche, quello più pericoloso in ambito mondiale con un’elevata percentuali di morti.

Le cellule tumorali hanno la caratteristica di proliferare molto più velocemente rispetto a quelle normali diffondendosi in altre parti del corpo, diverse da quelle dove il tumore si è originato, in cerca di nutrimento e di un substrato favorevole alla loro ulteriore crescita (il cosiddetto tumore secondario). Uno degli obiettivi principali degli scienziati è quindi quello di trovare dei trattamenti in grado di uccidere le cellule tumorali con il minor impatto sull’organismo dell’uomo e sulla sua salute. Nel caso in esame, la moringa è stata usata per analizzare gli effetti sulla possibile mutazione fenotipica, sulla sopravvivenza e sul ciclo biologico delle cellule tumorali.

L’utilizzo di prodotti naturali derivanti dalle piante non è una pratica nuova nella produzione di medicinali antitumorali, dal momento che molte sostanze di uso comune hanno dimostrato un’elevata efficacia nella lotta ai carcinomi, riducendo sensibilmente anche i rischi derivanti da possibili effetti collaterali. È questo il caso, ad esempio del licopene e della curcumina, il primo presente nei pomodori e nei suoi derivati, la seconda estratto dalla curcuma. Entrambe sono sostanze ormai universalmente riconosciute per le loro potenti proprietà antiossidanti, nel trattamento delle malattie a carico del sistema cardiovascolare e come inibitori dei processi di riproduzione delle cellule tumorali.

Lo studio condotto dall’Università dell’Alabama, è rivolto a valutare il potenziale antitumorale della moringa sul carcinoma al seno e su quello del colon retto e rappresenta una novità poiché tali ricerche non erano mai state condotte in precedenza sulla Moringa, testandola direttamente su cellule malate. Durante la sperimentazione in particolare sono stati oggetto di approfondimento gli estratti dalle foglie e dalla corteccia della moringa in quanto, dall’analisi dei dati ottenuti, sembra che i semi non abbiamo alcun ruolo in questa funzione antitumorale.

Come sono stati condotti gli studi sulla Moringa

Le parti della moringa usate a scopo di ricerca sono state tutte raccolte nella città di Tabuk, in Arabia Saudita dove questa pianta viene coltivata in abbondanza e non rappresenta una specie in pericolo di estinzione, particolare importante che la rende idonea per l’utilizzo in laboratorio. Le analisi sono state condotte presso il Prince Sultan Military Medical nella città di Riyadh, su campioni di foglie, corteccia e semi che sono state prima essiccate e poi tritate separatamente. L’estrazione dei componenti essenziali, condotta in ambiente asettico, è avvenuta in etanolo, e successivamente essi sono stati filtrati e sottoposti ad evaporazione per eliminare il solvente rimasto ed ottenere in questo modo una massa compatta. Questo passaggio si rivela fondamentale per l’individuazione delle sostanze presenti nella pianta, uno degli obiettivi principali dello studio. Le analisi condotte con gas cromatografia e spettrometria di massa (CG-MS) hanno effettivamente trovato molti componenti antitumorali nella corteccia e nelle foglie, mentre sono quasi totalmente assenti nei semi.

Tali sostanze, soprattutto un composto fenolico chiamato eugenolo, vanno ad inibire la proliferazione delle cellule malate agendo sul loro segnale di trasmissione. Altre ricerche scientifiche hanno attribuito proprio all’euganolo effetti antitumorali contro alcune particolari patologie come il melanoma, la leucemia, il carcinoma gastrico, i tumori della pelle e quello della prostata.
Inoltre un altro composto presente prevalentemente nelle foglie di moringa (il d-allose un monosaccaride molto raro) determina l’arresto del ciclo cellulare nella fase iniziale solo nelle cellule tumorali e non in quelle normali, così come fa l’acido palmitico, presente in tutte le parti della pianta.
Le analisi condotte hanno dimostrato l’effettiva presenza di composti naturali bioattivi con elevati poteri antitumorali, come provato anche da studi precedenti non condotti sulla pianta di moringa. La scoperta di questi esperimenti è stata la constatazione effettiva di una ridotta sopravvivenza delle cellule malate se sottoposte agli estratti delle foglie e del fusto in quanto questi inibiscono l’attività di una particolare proteina responsabile della funzionalità e della proliferazione delle cellule malate; oltre a questo gli studi hanno evidenziato anche una loro ridotta mobilità per quanto concerne i tumori oggetto primario di studio ovvero quello al seno e quello del colon retto.

Conclusioni dello studio sulle proprietà antitumorali della Moringa

In definitiva i risultati ottenuti dai ricercatori dell’Università dell’Alabama, a cui si fa riferimento, concordano con altre ricerche condotte sulle proprietà delle foglie e della corteccia della moringa, secondo le quali le sostanze in esse contenute agiscono come antitumorale sia sulla mobilità delle cellule che sulla formazione di nuove colonie di proliferazione per le patologie oggetto di studio, ovvero il tumore al seno ed al colon retto. Naturalmente ciò apre la strada ad ulteriori ricerche ed approfondimenti soprattutto per quanto riguarda una più approfondita analisi della composizione molecolare della moringa e sui complessi meccanismi che vanno ad interferire sulla diffusione del tumore. Appare evidente che l’uso terapeutico di questa pianta rappresenta un valido strumento di supporto alle classiche terapie per il trattamento dei carcinomi oggetto di questi studi, anche se si presentano in forma aggressiva.

Nell’ambito della ricerca si stanno facendo passi da gigante nell’individuazione di sostanze in grado di combattere in modo efficace lo sviluppo e la proliferazione dei tumori; naturalmente, però, questo non dovrebbe andare mai a discapito della salute generale del paziente oncologico, con l’esclusivo utilizzo di terapie invasive e destabilizzanti per l’intero organismo. È proprio in questa direzione che si concentrano ormai gli sforzi della comunità scientifica.

Da parte nostra, sappiamo che un corretto stile di vita unito ad una buona e sana alimentazione possono contribuire a combattere in modo determinante l’insorgenza di molte malattie, compreso il tumore. Questa consapevolezza, che alcuni anni fa non c’era, ci deve rendere molto più responsabili nei confronti della nostra salute e ci obbliga a dover modificare le nostre abitudini di vita quotidiana. In questo ci è anche di aiuto la possibilità di acquisire informazioni grazie alla maggiore circolazione delle stesse e questo molto spesso può facilitarci nel trovare la soluzione a molte problematiche. In questo caso, ad esempio, abbiamo scoperto, seppur molto in ritardo rispetto a popolazioni che da tempo ne fanno uso abituale, le straordinarie proprietà di questa pianta, la moringa appunto, che dovrebbe entrare di diritto a fa parte della nostra dieta quotidiana come integratore naturale regolare.

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